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Sviluppo del Delta

Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 11:19

SVILUPPO DEL DELTA

LA PESCA
La pesca in mare che si svolge secondo i metodi tradizionali ha come basi principali i porticcioli di Pila, Porto Levante e Scardovari. pesca di anguilleIl pesce raccolto viene smerciato attraverso una particolare asta condotta dal banditore nei mercati ittici della zona. Solo in questi ultimi anni si è andata sviluppando, più che altro a livello sportivo, la pesca d'altura, soprattutto al tonno, che ha come punti di riferimento il porto turistico di Albarella e l'approdo di Barricata. Tipici del Delta sono invece la raccolta e l'allevamento di alcune specie di molluschi. + facile incontrare nelle lagune aperte degli strani primordiali tralicci in legno, infissi sul fondo e in parte affioranti. Vengono impiegati per l'allevamento del "mitilo"(in dialetto "peocio"). attività itticaPer le vongole si tratta invece di pura e semplice raccolta effettuata sul fondo ( se ne va ora diffondendo anche l'allevamento) con l'impiego di una barca a motore appositamente attrezzata ("vongolara"). Le vongole sono di due specie: la "venus gallina"(in dialetto "biberassa") e la più rara e gustosa "venerupis decussata" o "vongola verace" distinguibile per la forma più ovalizzata delle valve e per la presenza, nel mollusco, di due piccole appendici. Diffusa è anche la raccolta di due specie di solenidi ("capelonghe") che affiorano sulla spiaggia nelle ore di bassa marea.

L'intreccio tra i settori tradizionali dell'agricoltura, dell'artigianato e dell'industria, e settori moderni, come il turismo, i servizi alla produzione, alla persona e alla residenzialità caratterizzano l'economia della provincia di Rovigo. Si tratta, infatti, di un'economia intimamente legata alle peculiarità del territorio provinciale. trebbiaturaLa natura completamente pianeggiante del suolo, l'elevata fertilità dei terreni, e la proverbiale laboriosità degli abitanti sono i presupposti sia di un'agricoltura competitiva ed efficiente, sia di un valido e moderno tessuto di centri produttivi e imprenditoriali diffusi e ben radicati in tutte le aree della provincia. La presenza, inoltre, di un complesso unico e irripetibile come il Delta del Po che, oltre ad essere un inestimabile patrimonio naturalistico è anche una risorsa da valorizzare correttamente, favorisce l'espansione di attività economiche compatibili con l'ambiente come l'acquacoltura, la pesca e il turismo, che qui assume valenze culturali nuove e diverse. Altra peculiarità dell'economia polesana è l'articolazione della maglia imprenditoriale che è costituita in prevalenza da piccole e medie imprese.

INDUSTRIA E ARTIGIANATO
Il settore manifatturiero polesano moderno si è sviluppato a partire dalla seconda metà degli anni '60.La provincia di Rovigo è infatti rimasta prevalentemente agricola fino agli inizi degli anni '70. cantire navaleIl processo di industrializzazione ha poggiato su due componenti locali: l'artigianato, che si è via via trasformato e aggiornato professionalmente, e la giovane classe imprenditoriale locale, che ha fatto sorgere piccole e medie industrie dislocate in tutto il territorio, aperte all'innovazione tecnologica e proiettate verso obiettivi produttivi avanzati. Il secondario polesano è formato da circa 6.400 centri di produzione, dei quali circa 5.000 dipendenti da imprese artigiane. Gli addetti alle attività manifatturiere sono circa 35.000 e la dimensione media aziendale è pari a 5.5 occupati, un valore di tutto rispetto considerata la predominanza della piccola e media impresa. Le attività manifatturiere sono incentrate sui cosiddetti settori maturi (tessile, abbigliamento, calzature, mobili, macchine per l'agricoltura, ecc.) alle quali si affiancano in misura significativa la meccanica di precisione e l'elettronica. Da segnalare, infine, alcune industrie tipiche dislocate nell'alto Polesine (comuni di Bergantino e Melara), come quella dei giocattoli, delle giostre, delle attrezzature e degli oggetti per i divertimenti e lo spettacolo, e le imprese di cantieristica navale, il cui insediamento nel basso Polesine (Adria, Donada, Loreo) è stato favorito dalla fitta rete di corsi d'acqua a poca distanza dal mare Adriatico.

La diffusione su tutta la provincia di unità produttive non dà luogo a rilevanti concentrazioni industriali anche se si possono individuare alcuni poli: quello dell'abbigliamento (comuni di Contarina, Donada, Porto Tolle, e Taglio di Po' nel Delta), della maglieria (alto Polesine) e delle calzature (medio Polesine).raccolta delle barbabietole L'economia polesana è saldamente inserita nei circuiti internazionali e i beni prodotti s'impongono per l'elevato livello qualitativo. I flussi per l'estero sono diretti nella maggior parte verso la Germania e la Francia, seguita dalla Svizzera e dall'Inghilterra. Una quota consistente di prodotti viene poi indirizzata negli Stati Uniti (calzature) e Hong Kong, dove trovano collocazione i giocattoli e gli articoli meccanici. Nuove ed interessanti prospettive si stanno ora aprendo nelle aree del sud-est asiatico, del Giappone, dell'Australia e della Nuova Zelanda.

COMMERCIO E TURISMO
Il sistema distributivo polesano è stato interessato negli ultimi anni da un ampio processo di ammodernamento pur conservando, per la presenza di una grande quantità di centri minori e rurali, un'articolazione di tipo tradizionale. ortaggi tipiciOramai va assumendo sempre più decisamente una configurazione moderna, tipica delle provincie ad alto reddito, con il prevalere dei negozi e dei beni non alimentari (4.200 esercizi al minuto in sede fissa). Anche la grande distribuzione ha conosciuto ultimamente una notevole espansione; le aziende esercenti il commercio all'ingrosso sono quasi 700, delle quali oltre 270 operanti nel comparto dei prodotti non alimentari. Completano il sistema distributivo circa 900 esercizi pubblici che somministrano alimenti e bevande. Il settore turistico ha incominciato ad assumere un'importanza sempre maggiore nell'economia polesana agli inizi degli anni '70, con il decollo della spiaggia di Rosolina Mare e la contemporanea scoperta e valorizzazione del Delta del Po' come territorio atto ad ospitare un turismo a stretto contatto con la natura, culturalmente diverso e innovativo. Attualmente le Compagnie di Navigazione offrono il servizio di collegamento fra i principali Paesi del Polesine con linee fluviali giornaliere. Notevole importanza ha poi assunto il complesso dell'Isola di Albarella, moderno ed attrezzato centro di vacanze, che ospita attività sociali legate allo sport, alla cultura, all'associazionismo (meeting, convegni, ecc.). Altre attività legate al tempo libero, come la caccia, la pesca, la nautica da diporto, l'escursionismo ed altro, trovano nell'area deltizia un ambiente favorevole al loro sviluppo. Aspetti suggestivi di grande interesse non solo paesaggistico ma anche storico-artistico si possono anche ammirare nel restante territorio della provincia (vedi Crespino, Arquà Polesine, Fratta Polesine, Lendinara, Badia Polesine oltre ad Adria e Rovigo). allevamento di boviniUn centinaio di alberghi, cinque tra villaggi turistici e campeggi per una capienza complessiva di 15.000 posti letto accolgono il turista italiano e straniero(soprattutto dalla Germania, dall'Austria, dalla Svizzera e dalla Francia) nel Polesine. Il settore primario, componente fondamentale dell'economia polesana, concorre per circa il 9.1% alla formazione del reddito provinciale e per il 13.4% alla occupazione. Le aziende agricole (prevalentemente direttocoltivatrici a conduzione familiare) sono circa 14.500 e la loro dimensione media si aggira attorno al 9.3%. Le colture dominanti sono ancora di tipo estensivo, in primo luogo i cereali(frumento, mais, orzo e, in modeste quantità, anche riso) e le coltivazioni industriali, come la barbabietola e la soia, che nel giro di pochi anni si è collocata saldamente tra le principali produzioni polesane. Segue, per importanza, con oltre 2 milioni di quintali prodotti all'anno, l'orticoltura, in cui primeggiano il pomodoro, il radicchio e le insalate, la carota, la cipolla, la patata, i cavoli, i peperoni, i cocomeri e le fragole. Un cenno particolare merita l'aglio, che, pur avendo perso terreno per l'accresciuta competitività del prodotto estero, rimane sempre una coltura tipicamente polesana. Le produzioni orticole si incentrano sui poli di Lusia e di Rosolina, dove sorgono due importanti Centrali ortofrutticole per la commercializzazione degli ortaggi che sono in continua espansione, sia per la remuneratività, sia per la continua introduzione di nuove varietà.Fra le coltivazioni erbacee è rilevante quella di erba medica, diffusa soprattutto nel basso Polesine. Nell'alto e nel medio Polesine, invece, si è sviluppatala la viticoltura e la frutticoltura (melo, pero, pesco, susino e actinidia), che si rinnova con sperimentazioni colturali di frutti esotici. allevamento di suiniTra le legnose troviamo il pioppo, diffuso lungo gli argini del Po o collocato in razionali impianti, che contribuisce a caratterizzare il paesaggio rurale. Per quanto riguarda la zootecnia, numerosi sono gli allevamenti di capi bovini, sia di latte che da ingrasso e di suini. Il patrimonio zootecnico, nonostante le difficoltà in cui versa il settore da tempo, è costituito principalmente da oltre 80.000 bovini e 90.000 suini, ai quali si debbono aggiungere gli ovini, i caprini, gli equini e i capi allevati nei centri agricoli avicunicoli. L'agricoltura polesana, organizzata su moderni criteri di razionalità economica e di efficienza, tende a trasformarsi da settore tradizionale a sistema agroalimentare, collegando sempre più funzionalmente il momento della produzione a quelli della trasformazione e della commercializzazione, puntando sull'associazionismo e sulle strutture cooperative, strumenti essenziali per garantire un'elevata redditività e una crescente vitalità in questo ramo dell'economia.

LE MINESTRE
Molti piatti nella cucina del Delta appartengono al repertorio tipicamente Veneto con qualche infiltrazione proveniente dalla vicinanza con le aree ferraresi. Nel settore delle minestre domina incontrastato il riso. riso e fagioli"Risi e bisi", risi e patate, risi e zucca, risi e insalata, risi e fagioli, nelle stagioni appropriate "risi e bruscandoli"(luppolo), "risi e carletti"(un'erba che cresce sugli argini delle valli), "risi e asparago selvatico", "risi e lugàneghe"(salsicce), "risi e fegatini di gallina", sono solo alcuni dei più tipici piatti della cucina locale. Tra gli altri un cenno particolare lo meritano il riso in brodo di pesce e il risotto di brodo di pesce, due veri e propri "capolavori culinari".

IL MAIALE
salami tipiciNel periodo invernale, in prossimità delle feste natalizie, nelle case contadine si uccideva il maiale, la cui carne era un tempo la sola che veniva parsimoniosamente consumata dalle famigli più povere del Polesine. E' quindi naturale che occupi il primo posto tra le carni più usate nella cucina tipica polesana. Braciole, salami da taglio(con aglio e vino), cotechini, lardo, ciccioli(pezzetti di carne residua dalla fusione del grasso), strutto e pancetta, la bondola polesana(diversa dalla salama al sugo ferrarese perché più morbida e meno piccante), coda, piedini e orecchiette sono vere e proprie leccornie di questa cucina. Anche il sangue e le ossa vengono usati. Il primo, per preparare una torta molto particolare, le seconde, spolpate e bollite vengono servite in tavola accompagnate da "verze sofegà".

LA SELVAGGINA
I più prelibati tra gli uccelli di valle sono il Germano Reale (Masorin), la Canapiglia (Pignola) e l'Alzavola (Sarsegna).Di solito vengono arrostiti ma, oltre alla cottura al forno, esistono buone ricette per il Germano bollito, il Fischione (Ciosso) alla cacciatora e la Moretta (Magàsso) associata ad una minestra ai fagioli. L'Alzavola e la Marzaiola (Crècola) si prestano, oltre che per preparare un'ottimo pasticcio di maccheroni, a condire, scottate alla griglia, arrostite e sminuzzate, pasta o riso. Un cenno particolare merita la Folaga, un uccello a torto disprezzato da molti gastronomi, che trattata opportunamente, fornisce un piatto estremamente gustoso.

IL PESCE
Il pesce che più si presta per essere bollito è il branzino e quei cefali che in dialetto vengono chiamati bòsega o volpina. I pesci che invece vengono preferibilmente arrostiti sono l'orata, il cefalo (otregàn), il branzino piccolo da un chilo. Frutti di mare ed anguillaVari sono i modi di preparare l'anguilla. Fritta, con o senza pelle e spina, sempre fritta ma questa volta tagliata a fette e impanata nella farina gialla da polenta, in umido, accompagnata da polenta caldissima e piuttosto morbida, e alla valligiana, che è il modo più usato nel Delta, dove viene servita caldissima con fette di polenta arrostita. Altri pesci da preparare alla griglia sono le passere di una certa dimensione, gli sgombri e i rombi.
Alla griglia vanno preparate anche le "capalonghe". In primavera un piatto tradizionale è costituito dalle "masenète", piccoli granchi che si cuociono bollendoli nell'acqua fino a quando il dorso si stacca facilmente.