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Museo della Corte

Stampa  E-mail  Venerdì 20 Marzo 2009 10:52
MUSEO DELLA CORTE

 
Nel 1999 furono terminati i lavori di restauro di due case di braccianti al limite sud della grande corte secentesca di Cà Cappello in Comune di Porto Viro per allestire il "Museo della Corte" che mira a riproporre gli arredi e le abitudini delle famiglie polesane fino agli anni 60'.
 
foto museo della corteConsiderando la collocazione geografica (sulla riva destra del Po di Levante, vicino alle valli da pesca e alla foce, in pieno Parco del Delta) e l'accostamento alla grande corte agricola; tenuto conto degli spazi ridotti a disposizione, sono stati attuati due nuclei espositivi tematici: uno di carattere naturalistico con esposizione di un campionario di avifauna del Delta; uno di tipo etnografico, con la ricostruzione degli ambienti più caratteristici della casa contadina del luogo (cucina, camera da letto, soffitta, con possibilità di utilizzare la soffitta e l'aia della corte per riproporre giochi tradizionali).
 
Il Museo della Corte si caratterizza per essere un piccolo museo, deliberatamente circoscritto per completare l'ambiente circostante in cui è inserito (valli, fiumi, foci, lagune, golene, pinete, campagna bonificata e agricoltura, grandi corti e case di contadini) e ponendosi come strumento per capirlo e come momento di riflessione nelle escursioni al Delta del Po. Il Museo della Corte, fin dalla sua origine, è inserito nella rete del "Sistema Museale e Museo Diffuso del CeDi (CEntro per la Didattica dei Beni Culturali e Ambientali della provincia di Rovigo)". In particolare è in contatto con:
1)Il museo dei Grandi Fiumi di Rovigo;
2)Il Museo della Civiltà Contadina di Pincara;
3)Il Septem Maria Museum di Adria.
 
LA CORTE: LA STRUTTURA
 
La Corte, che è rimasta immutata dalla metà del XIX Sec., è limitata ad est da un lungo ed antico stabile (del Sec. XVI denominato il Vaticano) un tempo sicuramente stalla e granaio.
A nord si trova la casa patronale che, sia pure contemporanea al Vaticano, ha subito sostanziali modifiche per soddisfare le mutevoli esigenze dei proprietari succedutisi nel tempo. A sud ovest possiamo notare una torretta anch'essa risalente al Sec. XVI che fungeva da bastione e da base per i colombi viaggiatori. Sul lato nord troviamo l'originario cancello d'ingresso (che riporta ancora gli stemmi della casata dei Cappello) e di fronte la chiesa esterna al complesso risalente al XVII secolo. Ad ovest troviamo una barchessa dell'Ottocento e la cinta muraria come pure a sud dove vi sono anche le due casette colonicbe oggi adibite a museo. La casetta ad est è dedicata ad una mostra museo riguardante la civiltà contadina, quella ad ovest riguarda principalmente gli uccelli del Delta.
 
LA CORTE: LA STORIA
 
foto museo della corte
Dei primi decenni del 500' è certa la presenza di un piccolo nucleo di persone nel territorio denominato "Polesine dei Cappello" (dove oggi si trova la Corte di Ca Cappello) e di proprietà dell'Abate Trevisan. Questi ebbe una figlia naturale, cosa non rara per quei tempi, di nome Maria che, data in sposa a Paolo Cappello, portò in dote alla famiglia di questi la Corte stessa con i suoi possedimenti. In seguito la storia della proprietà fu ricca di acquisizioni di nuove terre (emerse da depositi alluvionali) e dalle attività d'immagazzinamento, di lavorazione di prodotti agricoli (che in seguito dovevano essere smerciati) e della pesca.
 
Intanto le bonifiche dei Cappello continuarono fino all'ottocento durante il quale, per la prima volta, la proprietà fu divisa con altri possidenti tra i quali spiccarono i Meneghini. In seguito questi ultimi subentrarono ai Cappello fino al nostro secolo quando s'alternarono diversi proprietari. Oggi l'edificio di maggior interesse storico è rimasto il "Vaticano" (con la tipica facciata ad archi) che nel 1976 è stato danneggiato dal Terremoto. Anche per valorizzare il come incentivarne il restauro nell'Agosto 1998 è stato allestito il museo della Corte.
 
LA CIVILTA' CONTADINA
 

Nel Seicento il Delta era ancora terra malsana e paludosa nonostante l'opera dei benedettini. Fu allora che ebbe inizio una seria bonifica da parte di Veneziani ed Estensi che raggiunse l'apice nel 1800 quando, grazie ai capitali borghesi ed alle idrovore a vapore la maggior parte del territorio fu finalmente bonificata per essere adibita a prevalente spazio agricolo. Quest'ultimo prese subito quella tipica configurazione a campi rettangolari (che è visibile anche ai giorni nostri) con fossati collegati a canali per il deflusso delle acque che già allora era regolato dalle chiaviche.

Parallelamente nacquero sempre più case rurali e corti anche se queste ultime erano già significativamente presenti grazie l'attività agricola svolta già da alcuni secoli dai Signori veneziani. In particolare le corti sono sempre state un complesso a forma quadrangolare formato da più edifici: la casa patronale, la stalla, la cantina, il pollaio, la lavanderia (lisiara, da lisca con cui si lavava), il forno ed il pozzo. Erano di due tipi: grandi e piccole, nelle grandi le case dei salariati erano più centrali mentre quelle degli operai più distaccate dal complesso centrale. Ogni camino (a dado per il tiraggio) indicava un nucleo familiare.

AVIFAUNA
 
La fauna del Delta ha la sua componente più spettacolare e rappresentativa negli uccelli che qui sono rappresentati da oltre duecento specie stanziali e migratrici.
uccelli imbalsamati
Infatti le presenze si alternano nel corso dell'anno cosicché abbiamo diverse stagioni ornitologiche. Innanzitutto quella invernale con la presenza predominante di moltissime Anatidi migratrici o stanziali come la rara e stanziate Volpoca. Poi quella primaverile durante al quale si notano principalmente le coppie d'aironi e la nidificazione del rarissimo Fraticello o del Gabbiano Corallino. Infine quella migratoria da fine primavera fino all'autunno durante la quale spiccano le sagome eleganti dell'Avocetta e del Cavaliere d'Italia. Il positivo incremento riscontrato soprattutto per quanto riguarda Ardeidi, Gabbiani e Sterne oltre che ti ritorno di specie bellissime quali il Fenicottero Rosa ha fatto incrementare l'attività di Birdwatching e la fiducia che la salvaguardia di questi animali così belli ed importanti non è una chimera ma una realtà. La mostra riguardante l'avifauna, allestita in una delle due casette coloniche del museo della corte, è nata anche per ricordare a tutti l'importanza di questi animali.
 
LA "PROSA": CASETTA IN CAMPAGNA
 
Casa abbandonata
tetto d'erba
comignolo spento
imposte sfrangiate
scolorite chiuse.
Muto il pozzo;
tace il cigolio
della carrucola.
Aia nido
di lucertole
e serpi.
 
Dove intrecceranno
il girotondo i bimbi?
Dove siederà
la sera il vecchio
a rimpiangere
il giorno?
 
Mura di silenzio
non aspettate
Ricerca di bucolica pace,
di sogni
negli spazi aperti.
Ascoltate
la musica
del vento
fra le foglie
del rovo
del salice.
 
Isora Furini
 
ANTICHI MANUFATTI
 
museo della corte lettoBUFETO: COMODINO
Descrizione: mobile della stanza da letto con stipo, armadietto e ripiano.

Nello stipo si mettevano cose personali. Nell'armadietto si riponeva spesso il pitale (bacoli da piso) peri bisogni notturni; sul ripiano il crocifisso, la sveglia (sveia). il candeliere (la bugia) ed il libro delle preghiere (el ben).

 

MUNGA TRABICCOLO
Oggetto costituito da un intelaiatura di legno che si metteva d'inverno sotto le coperte. Sulla base della parte centrale si poneva uno scaldino con braci che riscaldavano il letto. Il termine deriva da monaca dato che lo scaldetto avvolto da coperte assomiglia ad una monaca.
 
museo della corte cucina
FERRO DA STIRO
Vecchio Ferro da stiro composto da pietra in ghisa che si riscaldava su di una fonte di calore (di solito il camino). Simile era il 'fero da bronse nella cui camera si mettevano le braci.
 
 
 
 
 
Visita le pagine decicate al Museo nel sito del Sistema Museale Provinciale